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26 marzo 2012

Chi di Web Ferisce ...

Vi giro una notizia interessante! Grazie David per il suggerimento!
(fonte)

Il Cavaliere perde Mediaset(.com) 

La scarsa attenzione e, probabilmente, il poco amore verso le cose del web hanno giocato un brutto scherzo al Cavalier Berlusconi ed al suo impero televisivo.

Rti- Reti Televisive Italiane – gioiello di famiglia dell’ex Premier e storico nemico del web – ha, infatti, dimenticato di rinnovare la registrazione del nome di dominio www.mediaset.com con la conseguenza che una società americana se lo è aggiudicato ad un’asta ed ha, ora, iniziato ad utilizzarlo per vendere media-sets ovvero dispositivi di elettronica.

Inutili sono state le rimostranze della società del Cavaliere ed il procedimento esperito dinanzi alla competente autorità – il centro per l’arbitrato e la mediazione dell’Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale – nel tentativo di sostenere che l’aggiudicatario dell’ex nome a dominio di punta di casa Berlusconi avesse agito in mala fede.

Gli arbitri hanno respinto tutte le eccezioni dei legali della Casa del biscione e stabilito che questi ultimi non sono stati in grado di provare in alcun modo l’altrui mala fede e che, pertanto, legittimamente la Fenicius Llc, sta ora utilizzando il dominio www.mediaset.com.

L’espressione Mediaset che nel nostro Paese contraddistingue da decenni l’impero televisivo del Cavaliere, nel web è, secondo gli arbitri dell’Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale, un’espressione generica che legittimamente può essere utilizzata per la commercializzazione dei dispositivi informatici che le due parole che la compongono  – media sets – descrivono.

Una brutta batosta per l’orgoglio del Cavaliere ma, forse, un’occasione in più per rendersi conto che anche i più grandi ed i Signori dei privilegi, sul web, diventano gente comune soggetta a regole davvero eguali per tutti.

Dopo tante battaglie condotte da Rti contro il web, i pirati – veri e presunti – ed a favore di norme censoree [n.d.r. da ultimo il famigerato regolamento Agcom], con una battuta, ora, verrebbe da dire: chi il web ferisce, di web perisce.

Almeno sul web, Mediaset, sarà ora costretta a cambiar nome ed ad abbassare la cresta.

2 febbraio 2012

Quello che i giornali (non) dicono

Lavoriamo un attimo di fantasia estremizzando la cosa.

Sono Enrico Cicconi e a novembre, grazie a meriti accademici e istituzionali maturati nel campo delle telecomunicazioni, mi hanno nominato presidente dell'AgCOM. Bene. Ieri sera sono stato invitato ad un programma televisivo, Obelix, nel quale ho tenuto un intervento al riguardo di una possibile regolamentazione del web e dell'attuale offerta tecnologica in Italia. Ad un certo punto ho affermato: "Internet è da prendere con le pinze in quanto l'accesso a questa piattaforma è disomogeneo sul territorio e la maggior parte dei cittadini italiani è ancora tecnologicamente analfabeta. E' necessario istruire le nuove generazioni ad un uso consapevole di questo medium e potenziare le infrastrutture su tutto il suolo nazionale con il fine di renderlo uno strumento veramente democratico". Benissimo. Il giorno seguente ho appreso dalla principale testata italiana il profondo dissenso provocato dalla mia affermazione: "Internet è da prendere con pinze". No, aspetta un attimo, ma io ho detto anche altro. Apro l'articolo con la speranza di leggere il mio intervento per intero. Niente. Tutto ridotto alle prime sei parole.

Penso abbiate capito dove voglio andare a parare. Stamane la maggior parte dei giornali hanno riportato un'affermazione rilasciata da Monti a Matrix, programma culturalmente impegnato delle reti di Berlusconi: "che monotonia un posto fisso". Lì per lì le scatole mi sono girate. E non poco. Sono andato a vedermi l'intervento su youtube per avere la certezza dell'accaduto ed effettivamente, nell'estratto video, il premier pronunciava quelle cinque sciagurate parole. Però mancava tutta l'argomentazione. Affidatomi al Fatto, e ad un articolo di Caterina Soffici, sono riuscito a ricavare l'intero intervento.

”I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E’ più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”

Personalmente sono concorde con questa affermazione. A lavoro e all'università vedo tutti i santi giorni dei geronti, ancorati ai loro posti, che negano a chiunque anche la semplice possibilità di emergere. Dall'altro lato, una marea di stagisti non pagati, o sotto pagati se fortunati, sulle cui spalle vengono prodotti dei margini immensi. 

Eh ma le banche, i prestiti? Quelli vogliono le garanzie! Questo vuole licenziare tutti!

Mettiamo il caso che vengano abbassati i requisiti di accesso al credito e non venga toccato l'articolo 18. Con che soldi si andrebbe ad estinguere il debito verso la banca? Con un contratto da stagista che ha meno valore della carta igienica di un autogrill? L'unica cosa che cambierebbe sarebbe la percentuale e l'età media dei protestati. E poi nessuno ha parlato di licenziamento.

Sì ok, ma se si tocca l'articolo 18 poi il tuo capo ti può licenziare quando gli gira.

E' vero, ma è anche vero che un datore di lavoro è solo il primo degli organi che stanno tra un avviso di licenziamento e l'effettivo adempimento della pratica. In mezzo ci sono giudici, tribunali, avvocati, colleghi, appelli ecc. Se un lavoratore ha un rendimento attivo all'interno della sua azienda difficilmente verrà lasciato con il sedere a casa.

Questo non lo abbiamo neanche eletto.

Questa è la migliore che ho letto. Non voglio neanche commentarla per non offendere la vostra intelligenza.

Ad ogni modo si è sollevato un gran polverone nei social e nei commenti a video e notizie. Tutti giovani precari indignati. A cui dovrei appartenere. E allora perché in questo caso non ho alcuno spirito di appartenenza? Vorrei sapere la vostra in merito.

Ciao. 
Enrico.