Visualizzazione post con etichetta Urbanistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Urbanistica. Mostra tutti i post

13 febbraio 2012

Lune d'iPhone!


Posso, Cikko?
Grazie!
Null'altro che una parentesi, consideratemi, ve ne prego!
Sono qui per fillare il Domenicanon settimanale di Cikko, ma quasi per caso, eh.
Non crediate infatti che sia stato lì a prepararmi moralmente per questo evento inatteso!
Semplicemente, alle 14.30, finito corso, non avevo proprio voglia di ributtarmi nel loculo, perchè, checchè ne possa pensare io stesso, se ci entro, ci rimango!
Quindi sono partito direttamente alla volta dell'esplorazione di luoghi a me poco noti, ma vicini geograficamente (superata la strada dalla mia residenza).
Eh sì, perchè il clima era quello giusto: la stretta di freddo allentata, l'aria gonfia di pioggia (che poi è arrivata, ma è stata clemente), e io preso troppo bene; ed è questa la cosa più importante.
Poi, mentre esploravo, ho visto cose insolite, belle, curiose e artistiche che avevo bisogno di condividere. E quale occasione e luogo migliore se non questo? Poi, Cikko ci ha paccato! (ed è già la seconda settimana..!)
Quindi, benvenuti a..

Lune d'iPhone!

Vi lascio un momento riflettere su questa genialata.. ne sono troppo fiero (cioè, niente da inviadiare a Domenicanon, come costruzione della parola.. eh? eh? .. mm)
Bando alla ciancie!

that's me, Enrico (non Cikko!)

Come vi dicevo mi sono dato all'esplorazione: infatti volevo andare a capire meglio sta storia che avevo sentito secondo la quale avessi la Seine vicino casa.
Quindi armato di iPhone (con gMaps) e buone intenzioni, ho attraversato lo stradone che dalla residenza porta verso i fiume.
Mi sono trovato di fronte, i lavori. Però mancavano gli anziani che osservavano (ma solo in Italia ci sono? mmm). I lavori c'erano, e con loro c'erano operai, ruspe container, griglie e robe varie.

fango, griglie, astio

odio, giallo, vasche d'acciaio
vicoli lunghi e blu





Superati, e non semplicemente, questi primi ostacoli, e grazie alle indicazioni di un operaio locale, mi sono addentrato nel cosiddetto vicolo lungo e blu tramite una porticina con la scritta defense d'entrer, ma siccome sono un erasmus che viene dall'Italia ho fatto finta di essere in Italia, e sono entrato lo stesso.
Sono dunque passato accanto ad un muro che recintava una centrale energetica (gli esperti si facciano sentire), e presumo fosse elettrica, ma giudicate voi dalla foto.

centrale oltre il muro. sicuramente energia kooletica


Avanzando nel vicolo, ho trovato un'altra porta, socchiusa. L'ho aperta e mi sono meravigliato, perchè l'obiettivo era raggiunto: infatti ero giunto sulla riva del fiume. Nella seguente foto potete vedere due paletti verdi: io sono arrivato da lì dietro (si vede che altri italiani avevano tracciato il percorso alternativo).

Dite a Cikko che non me ne frega nulla del suo questionario, ve ne prego!


Mi avvio dunque per quello che ora, tramite una più attenta perlustrazione satellitare via gMaps, si chiama il Chemine de Halage, che scopro essere la passeggiata ideale per famiglie, cani, corridori e italiani. Il tutto fa parte del Parco del Chemin de l'Ile, un parco filosoficamente in essere (o divenire?) che sta prendendo forma. Mi trovavo sulla Promenade Bleue. Ok ok vi sto già confondendo. vi metto le foto:

paletti blu della promenade
il fiume, la Senna. e i moli rotti
i lavori nel parco. info













Scherzavo sugli Italiani. Sono brava gente. Bref, mi sono messo a camminare in questa bellissima passeggiata, respirando aria buona, osservando flora e fauna, laghetti ghiacciati, sculture attiviste e cattedrali urbane. Uno spettacolo. In più pochissima gente, davvero molti corridori (e se mi riesce ci vado anch'io!), anziani a passeggio (forse andavano verso i lavori), cani, e evasi.
Ma sì, perchè c'è il carcere!! proprio accanto! (censurato su gMaps!). Vi carrello qualche immagine delle cose di cui vi ho parlato!

panchine, alberi e sentieri spaziosi

colori in riva all'arno

power nature! in the ice

fiume ghiacciato. una pippa a beijing!

scultura. emergente dalla natura (non lo dico io!)

ponte come cattedrale urbana

spettacolo, enormit


Insomma, una bella passeggiata. Un post lungo che deve finire.
Eh sì, insomma, vabbè che ho fatto delle belle foto, ma per vivere a pieno un'esperienza così, bisogna esserci stati, aver respirato il profumo dell'erba quando l'aria è gonfia di umidità, prendersi la pioggia e provare sensazioni di avventurarsi in posti nuovi e incerti, e non sapere se stare facendo una cazzata o meno!
Grazie di avermi letto fin qua, io mi sono fatto un bel giro, e voi avete condiviso con me questo momento. Dunque, è fatta, la condivisione è completata, e l'informazione è stata resa disponibile!
Vi lascio con il lato artistico della mia scampagnata: i murales! ne ho visti di molto belli! ve li posto qui, ditemi che ne pensate e votate il vostro preferito!
Statemi bene, condividete, rispondete, commentate e sempre e comunque... ABSORB ... !

1 - ti piace? votala!

2 - ti piace? votala!

3 - ti piace? votala!

4 - ti piace? votala!

5 - ti piace? votala!

6 - ti piace? votala!

7 - ti piace? votala!

8 - ti piace? votala!

9 - ti piace? votala!

10 - ti piace? votala!

11 - ti piace? votala!

12 - ti piace? votala!

13 - ti piace? votala!

14 - ti piace? votala!

15 - ti piace? votala!

16 - ti piace? votala!

17 - ti piace? votala!

Vi lascio una pianta dozzinale col percorso fatto! il cerchiolino indica casa mia, e le frecce indicano la direzione di marcia!

percorso!


Acqua pubblica: parte la Campagna di Obbedienza Civile

Ricevo questa informazione e ve la rimando.
Non pensate sia una cosa giusta? Perlomeno la presa in giro potrebbe non essere totale. Leggete e spargete voce!


Acqua pubblica: parte la Campagna di Obbedienza Civile

Il 4 e 5 febbraio è partita, con tante iniziative in tutta Italia, la Campagna di Obbedienza Civile per il ricalcolo della bolletta e per il rispetto del voto referendario, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

È partita in tutta Italia, la Campagna di Obbedienza Civile per il ricalcolo della bolletta e per il rispetto del voto referendario, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”. Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo. Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.
La “remunerazione del capitale investito”, che ricordiamo, è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, incide sulle nostre bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e il 20%. Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. In altre parole tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario. Questo non può essere accettato!
La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”. È stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari. Lo scopo principale della campagna di “obbedienza civile” è ovvio: ottenere l’applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum.

Per informazioni sulla campagna e gli appuntamenti nelle città: www.obbedienzacivile.it

16 gennaio 2012

Domenicanon #01

Domenica
Domenicanon
Domenica Non...

E' iniziata nel peggiore dei modi, e non potevo aspettarmi niente di diverso dopo la violenza cardiaca che ho deciso di auto infliggermi sabato sera. Due birre medie bionde, due rhum e pera, un panino napoletano e una baguette porchetta e fontina. Passi per gli alcolici ma il resto era un concentrato assurdo di strutto, uova e pancetta. Se poi a servire il tutto è un gaudente signore napoletano, dalla chiacchiera facile, non te ne accorgi mica che stai facendo una cavolata. E se poi scopri che dietro al bancone c'è anche Mario Bianco...

...chi è Mario Bianco?


Spero abbiate compreso quanto il trash emanato da quel locale abbia inibito in me qualsiasi istinto basilare di sopravvivenza. E se anche voi, una sera al quadrilatero, soffrirete di manie autodistruttive e lesioniste (marchetta in arrivo!) fatelo un salto al Cornetti Night.

Le inevitabili conseguenze di tutto ciò sono state la mancanza di sonno, un cervello pulsante per tutta la notte e una sveglia spenta senza batter ciglio. Due sveglie. Tre. Quattro. Cinque. Undici.

Sono le 11.

Il panico da ritardo si è fatto rapidamente spazio a pugni tra le vene ostruite rimettendomi al mondo come neanche un secchio d'acqua gelata può fare. Già, panico puro, perché quella mattina, oltre alle foto del blog, avrei dovuto scattare anche per un lavoro. Il tutto entro le 14 e 30. La "Domenica Non" doveva ancora iniziare.

Fiondatomi giù dal letto in 10 minuti ero già diretto verso la prima destinazione, in macchina. Quella di cortesia visto che la mia povera Polo è ancora in prognosi riservata. Arrivato a destinazione, scendo, apro il baule. Il cavalletto. Dove c...


Nell'istante in cui mi accorgevo di aver praticamente gettato alle ortiche un'intera mattinata, mi rendevo conto di quanto il mio abbigliamento fosse inadeguato per la temperatura esterna, siderale. Tremebondo e sconsolato ho iniziato così a scattare.


La Torino di domenica lontano dal centro è desolata, ed è desolante notare come molti luoghi con un potenziale immenso, e un passato importante, siano abbandonati a loro stessi. E dire che dal 2006 di anni ne sono passati, sei, e nessuno si è degnato di riassegnare quei luoghi ad altri scopi.





Del piccolo complesso espositivo posto ad uno dei margini del ponte olimpico non rimane che un tripudio di archi, vetrate e graffiti. Da una delle facciate è stata anche rimossa l'insegna delle olimpiadi. La gente percorre i due viali che lo attraversano, passando sotto la torre dell'orologio, unicamente per raggiungere la passerella, direzione lingotto, shopping. Torino è colma di queste contraddizioni, di queste dicotomie. Questo post vuole, vorrebbe, parlare anche di questo...





Rubato ancora qualche scatto sulla passerella torno verso la macchina, concedendomi qualche momento e una sigaretta in un parco nelle vicinanze. Sotto una gigantesca struttura ferrea, consumata dalla ruggine. Chakra. Opera del cuneese Riccardo Cordero.



El Paso, consigliatomi da un'amica, è un centro sociale in via Passo Buole 47, non lontano dalla stazione lingotto e dall'arco. L'intera cinta è ricoperta di murales, scocche di automobili e vespe d'epoca. Sul cancello principale è dipinto...

"cosa pensi di fare con quella macchina fotografica?"
"secondo te?"
"non puoi fotografare l'ingresso de El Paso!"
"ma qua fuori è un luogo pubblico, e poi voglio fotografare solo quella vespa"
"ti ho detto di no, poi la digos vede le foto e ottiene informazioni"
"grazie eh! ma non penso che alla digos gliene sbatta qualcosa delle mie foto"
"tu non puoi immaginare. Le carichi su internet vero?"
"certo"
"bravo, sei un ragazzo onesto. Se vuoi falla pure la foto..."
"no guarda, tutto ciò ha del ridicolo, me ne vado"

Rientrato dal "camper" da cui era uscito, assieme alla sua compagna, mi osservava dalla finestrella mentre tornavo verso la macchina. C'è da chiedersi quale sia la necessità di agghindare un edificio storico con tante cianfrusaglie se non puoi neanche fotografarle. E poi quelli della digos? Non sanno farle per i fatti loro le foto?

Nero, mi sono diretto verso parco Michelotti nella speranza di lasciarmi la desolazione alle spalle e di poter immortalare le sculture che popolano i suoi spazi.





Chiuso e desolato anch'esso.



Ormai preso dallo sconforto mi sono diretto verso l'ultima tappa della giornata: l'ex area industriale della Teksid, in corso Mortara. L'intera area è stata recuperata all'interno delle vecchie fabbriche, ricavando tra i suoi pilastri una cattedrale donata alla comunità, con campi polisportivi, camminamenti suggestivi, dipinti, e spazi per le famiglie. Un vero e proprio omaggio al passato industriale della città e al suo presente multiculturale.






Un lungo cavalcavia, su via Borgaro, collega il complesso alla chiesa del Santo Volto, sede della curia torinese, creando così un sorta di connessione tra due mondi storicamente opposti. L'unione ritrovata è inoltre sancita da un'epigrafe incisa sulla chiesa.




Ritornato a casa, scaricate le foto, ero convinto di aver passato una domenica decisamente mediocre, al di sotto delle mille aspettative che avevo su quei luoghi. Grandiosi, per la carità, soprattutto l'ultimo, ma privi di un lato umano immediatamente tangibile.

A chiunque, munito di macchina fotografica, sarà capitato di scattare qualche foto senza neanche guardare nell'obiettivo o nello schermo di una compatta. E' un atto dovuto a tantissimi fattori, sicuramente uno è quello di rubare un attimo reputato irripetibile, un altro quello di non turbare il soggetto di uno scatto. Riguardando le foto ho compreso un secondo significato della massima di Frank Hogart: "La fotografia è l'arte di non premere il pulsante". Se lo premi può andarti comunque bene. L'eccezione che conferma la regola.



Scusate se sono stato nuovamente prolisso!
Buona settimana!

Enrico.